No, non sono qui per augurare a tutti un terrificante e delizioso Halloween, ho altro tra le mani.
Nel precedente articolo ho anticipato in modo sommario e rocambolesco, come al solito, l’uscita del mio nuovo libro, Il vicolo delle carte. Nelle prossime settimane usciranno altri articoli sull’argomento ma, conoscendomi, devo dedicare, prima che la reticenza mi tappi la bocca e ammanetti le mani, uno scampolo di spazio-tempo a quest’informazione in modo conciso e chiaro. L’alternativa, per chi segue le alterne vicende di questa rivista online, è facile da immaginare: troverei ogni modo per parlarne velatamente, mancando di continuo il bersaglio.
Che ci vogliamo fare, sono un giullare e la mia formazione l’ho consumata in un circo dell’anima. Lì mi hanno insegnato a lanciar coltelli immaginari senza colpire il malcapitato di turno appeso alla girevole ruota della fortuna.
– E, come volevasi dimostrare, sto tergiversando nuovamente e in modo piuttosto spudorato. –
Sono incapace di registrare messaggi per gli acquisti. Cercherò quindi di essere schematico come una formula matematica, chiedendo scusa in anticipo per il fallimento imminente.
Da oggi, venerdì 31 ottobre 2025, è ufficialmente disponibile il volume Il vicolo delle carte.
È un romanzo breve – o racconto lungo, che dir si voglia – che ruota attorno a un ghostwriter, Giulio, e a un suo amico misterioso che gli racconta di imbattersi frequentemente, da qualche tempo a questa parte, in una bizzarra cartomante.
Le loro storie, pagina dopo pagina, si intrecciano in modo singolare e pacatamente assurdo, come la realtà ci dimostra di poter essere ogni giorno. È un viaggio che sulle prime può sembrare breve, soprattutto data l’esiguità delle pagine che supera di poco le cento, ma che si ramifica in più direzioni dando voce a personaggi, sentimenti ed epoche diverse.
Non voglio e non posso nascondermi dietro a un dito: è quanto di meglio abbia mai scritto. Non perché sia l’opera ultima, bensì perché racchiude vicende e spunti tanto personali e viscerali da non permettermi di dare loro una voce diversa da quella che ho incanalato scrivendo questo libro. Non sono nella posizione di svelare altro non tanto per ragioni pubblicistiche o commerciali – o per evitare banalissimi spoiler – piuttosto per bieco, mero e simpatico pudore.
Dare corpo a questa storia è stata un’esperienza sorprendente e rivelatrice e mi auguro che proprio questo possa trasmettere a tutti i suoi lettori.
Che la lettura vi sia lieve, ma anche pungente, stimolante, affascinante e, perché no, un pizzico disturbante.
Sarebbe, infine, una somma gioia ricevere dei commenti e dei riscontri successivi alla lettura. Mi rendo conto di chiedere la luna, ma a quanto mi risulta l’umanità ha già impresso i propri scarponi sulla sua superficie lentigginosa di crateri.
See you space readers.

Dettagli
Photo by T A T I A N A
Copertina del volume Il vicolo delle carte, G. Papi, Gruppo Albatros Il Filo, Roma, 2025.





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