Busso alla porta e nessuno risponde. Sulla targhetta attaccata allo stipite della porta con della colla scadente c’è scritto Tempera. Giro la maniglia, di quelle vecchie e cigolanti, di quel giallo che esiste solo negli sceneggiati anni Ottanta, ed entro. L’ufficio è vuoto, polveroso. C’è ancora un bicchiere di vetro sulla scrivania, accanto a una pila di carte da leggere, vagliare, correggere, pubblicare. Dentro il bicchiere le gocce in sospensione di un liquore evaporato. Agli angoli del soffitto ragnatele. Bisognerebbe dare un’arieggiata qui dentro: spalancare le finestre e far tornare il bel tempo. Il cielo in una stanza? Macché, basterebbe un colpo di tosse di Eolo, al momento.
La poltrona girevole è comoda quanto un tempo. Mi piacerebbe gridare alla solitudine siamo tornati!, ma la verità è che lo siamo davvero?
E perché parlo al plurale?
C’è un po’ di nostalgia nel bicchiere. C’è un po’ di malinconia che ne incolla il fondo sul legno della scrivania. Ma c’è anche del vento, là fuori, e forse Eolo ha ascoltato la mia laica preghiera.
Siamo tornati? No, forse, chissà.
La parola chiave, adesso, è Intanto.
Facendo i seri
Questa dovrebbe essere una comunicazione, meglio quindi far presto e dire quanto ho da trasmettere.
1) Sì, sono vivo. Il che, a detta di molti (cioè mia) è un gran bel risultato. Impegni mastodontici mi hanno tenuto lontano dalla rivista e dagli impegni con essa presi. Recupererò e me ne dolgo. O me ne dugongo, chissà.
2) Riprenderò la correzione dei testi inviati per la Rivista – Gouache che, come promesso mesi orsono, vedrà davvero la luce alla fine dell’estate 2026. Sottoforma di numero pilota, certo, probabilmente corto, certo, ma pur sempre vivo e senza passare per burocrazie interminabili a pagamento!
3) Ho tanti materiali sui quali lavorare e scrivere articoli al vetriolo, al prezzemolo e alla valeriana.
4) Nel frattempo, per gli appassionati del genere fantasy, del gioco di ruolo e dei racconti brevi, vi segnalo una recente iniziativa che potrebbe essere di vostro gradimento. Pensate: un mondo di gioco che, col passare degli anni, diventa un universo narrativo vivente, caratterizzato dalle scelte fatte dai giocatori. Una specie di fiaba antica, costruita oralmente, che adesso sta prendendo forma diventando disponibile anche alla lettura! Le Cronache di Miràl vi aspettano dunque su Instagram, sul vostro PC o e-reader!
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Photo by The New York Public Library
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