Un, due, tre, prova.
Allora, sì, quindi…
Meglio ricominciare.
Ahem!
Un, due, tre.

È difficile trovare le parole quando ci si appresta a intavolare una conversazione bizzarra come quella che sta per emergere dalla mia tastiera, specie se si vogliono raggiungere degli sconosciuti chissà quanto distanti. Io – che non uso volentieri questo pronome all’interno degli articoli – sono un pessimo venditore, le mie facoltà linguistiche si sciolgono nel momento in cui si rendono conto di dover convincere qualcuno a fare qualcosa. Provo un imbarazzo sciocco e immotivato nei confronti dell’auto-promozione ed è evidentemente un limite personale che non saprei bene dove collocare nel percorso di chi, come me, desidera contribuire in qualche modo al dibattito artistico e culturale del proprio tempo.

Questo blog – che nella mia testa è una specie di portfolio-rivista online – esiste dal dicembre del 2021 e mi sorprende quanta acqua sia passata sotto i ponti. Fino ad ora è stato una palestra di scrittura e sperimentazione, ma anche un divertimento intellettuale stimolante. Ciononostante, adesso ho l’impressione che gli manchi qualcosa. Più il numero degli articoli tende ad aumentare e più questa nota dissonante che mi par di sentire da qualche tempo diventa nitida. Scorrendo le immagini di copertina, i contenuti e l’interfaccia cerco di assicurarmi che non ci sia niente fuori posto e, forse per abitudine, il risultato è confortante: niente di abominevole mi salta all’occhio. Certo, non sono al cospetto di chissà quale capolavoro, ma, nel complesso, la baracca si è dimostrata in grado di resistere anche a qualche colpo di vento più minaccioso del previsto.
Allora, cosa non funziona? Cosa rallenta il corso degli ingranaggi?
Il mio nome. O meglio, la fastidiosa ricorrenza del mio nome.

Ho un’idea piuttosto fiabesca, idealista e sempliciotta della cultura. La reputo il terreno della condivisione e dello scambio, della crescita collettiva e della sorpresa recidiva. Perché recidiva? Perché così sono le migliori magie, quelle che, superando le aspettative e l’assuefazione, ci colpiscono in pieno petto quando ci saremmo aspettati un attacco diretto alle gambe e viceversa. L’arte – di cui può essere esponente uno scritto, un dipinto, una scultura, un murales, un vaso di bucchero e un rotolo di carta igienica dalla forma inconsueta – prende senso nel momento in cui un occhio esterno rispetto a quello del creatore si posa su di essa. Quando lì sosta, almeno per quegli attimi che gli consentono di lasciare una traccia e di sedimentare nella mente, inconsapevolmente o consapevolmente.
Va da sé che quindi l’idea di essere l’unica firma del circondario mi sta stretta.
Sarebbe splendido poter aprire le porte ad altre persone appassionate e con lo stesso obiettivo o sogno nel cassetto.
Collaborare per creare qualcosa che superi la somma delle parti.

Questo è un leitmotiv trito e ritrito, ne sono consapevole, ma a volte è meglio essere chiari senza perdersi in labirintici giri di parole.
Mi piacerebbe ospitare qui sul sito i contributi di altri autori. Che si tratti di poesia, di racconti, di recensioni, di articoli o di semplici incipit abbozzati. Certo, in termini pragmatici, la mia non è un’offerta di grande spessore. Ma, per una volta, ignorerò le logiche di mercato e lancerò questo appello nel mare sperando che finisca in qualche rete interessata (e interessante).
Sono stato abituato a pensare che da cosa nasca cosa.
Ebbene, perché non tentare la strada di una rivista alternativa? Cos’è poi una redazione se non un gruppo di persone competenti che si impegnano per predisporre e pubblicare del materiale godibile e stimolante?

Qualora qualche marinaio – sono ben accetti sia quelli d’acqua dolce che quelli d’acqua salata – volesse tentare la sortita si senta liberissimo di contattarmi attraverso i canali del sito: commenti, mail, segnali di fumo, lettere degli avvocati e serenate sotto il balcone.

P.S. In conclusione, oltre a ringraziarvi per la pazienza dimostrata giungendo alla fine di questo appello, vorrei comunicarvi che, a breve, ho l’intenzione di arricchire la “rivista” con qualche iniziativa più attiva. Come, per esempio, un bel concorso di scrittura (che a chiamarlo Premio Letterario mi si rizzano i capelli già mossi per loro naturale virtù).

Dettagli

Photo by Giulia Bertelli

29 risposte a “Da cosa nasce cosa – Un appello aperto a tutti”

  1. […] Da cosa nasce cosa – Un appello aperto a tutti […]

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  2. Ho letto con attenzione il tuo articolo, e la cosa migliore che mi viene in mente è di dirmi disponibile a pubblicare “qualcosa” sul tuo blog. Qualcosa è un termine troppo generico per non rischiare di svilire la tua iniziativa. Per cui è neccessario trovare dei contenuti che siano ti tuo gradimento, che siano in un certo senso in armonia con quella rivista immaginaria che sembra l’obiettivo dela tua iniziativa e immaginazione. La mia mail penso che ti sia disponibile nel commento, per cui se vuoi contattarmi in privato, possiamo approfondire.

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    1. Innanzitutto ti ringrazio per aver dedicato del tempo a leggere l’articolo e a rispondere in modo tanto accorto. Sono contento che l’iniziativa ti abbia incuriosito, ti scriverò di sicuro in privato!

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  3. ok
    deve essere un inedito?
    o è possibile con i già pubblicati?

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    1. Può essere tanto inedito quanto edito o già pubblicato in qualsiasi forma (dal volantino al graffito all’antologia scolastica) purché ne deteniate i diritti d’autore. Sono troppo inesperto per avere guai con la polizia editoriale!

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      1. Perdona la mia stupida presunzione di proporre me stessa…

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      2. Presunzione concessa e largamente apprezzata!
        Se hai un’idea specifica puoi mettermene a parte in privato, sul sito è presente l’indirizzo email per i contatti. Nulla di formale, la mia parte giullaresca se ne lamenterebbe, te lo chiedo solo per farmene anche io un’idea più chiara!

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  4. Molto interessante l’idea…ci sto! Non scrivo racconti, perché non sono in grado (essendo logorroica scrivo libri😁), ma se posso contribuire lo faccio volentieri. La mia mail è nel blog. Per tutti sono Low.

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    1. Da qualche parte dovremmo pur metterle tutte queste parole e un libro mi sembra proprio il posto adatto!
      Allora piacere Low, di sicuro ti scriverò una mail quanto prima

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  5. Una bellissima idea, davvero.

    E confesso che sì, mi piacerebbe partecipare, nella maniera più giusta, quella che non suona come un tentativo di infilarsi in qualcosa, ma piuttosto come un passo naturale verso una condivisione più ampia.

    Ho letto il tuo appello con il sorriso di chi si riconosce nei difetti dichiarati prima ancora che nei meriti rivendicati. L’imbarazzo, la reticenza all’auto-promozione, il pudore dell’“io” negli articoli: li conosco bene. Anche io ho sempre pensato che la cultura, per avere senso, debba essere un luogo comune, nel senso più nobile e fertile del termine. Un terreno di crescita condivisa, una trama fatta di voci diverse, capace di sorprenderci proprio quando stavamo per archiviarla come prevedibile.

    Per questo, l’idea di costruire una piccola redazione, o anche solo un angolo ospitale per altri autori, mi sembra non solo lodevole, ma necessaria. È un gesto di apertura, ed è raro. E quando si incontrano rare aperture, sarebbe sciocco non provare a varcarle.

    Quindi sì, ci sto.

    Se c’è modo di contribuire con qualche parola, qualche idea, qualche tentativo, io ci sono.

    Perché da cosa nasce cosa, sì.

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    1. Non posso che sottoscrivere tutto quello che hai espresso con il tuo commento. Sono d’accordo con quanto dici e penso anche io che sia necessario cercare un punto di incontro tra diverse individualità per costruire qualcosa di condiviso. Anche solo, diciamo, per uscire da quella che a volte può diventare una gabbia dorata autoreferenziale. Sarò sincero, non mi aspettavo dei commenti tanto positivi riguardo a questa apertura quindi non ho tra le mani un vero e proprio piano per il futuro. L’idea iniziale era quella di ospitare i contributi volontari di altri autori, ma sto capendo che è necessario dare a questa intenzione una forma più precisa. Contento di saperti a bordo!

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      1. A volte è proprio quando non si ha un piano preciso che nascono le cose più interessanti.
        Io ci sono, volentieri. Quando vuoi possiamo iniziare a pensare, magari tutti quanti insieme, a che forma dare a tutto questo, anche se ancora non sappiamo che cosa sia. Anche solo un passo alla volta.

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      2. Mi viene in mente che potremmo unire le potenzialità di tutti e valorizzare le differenze, senza cercare uniformità. Magari potremmo costruire insieme un “libro in comunità”: un progetto che raccolga voci diverse, ma connesse da un’intenzione comune.

        Un po’ 😜 folle

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      3. Uno dei punti di forza del collaborare con persone dal profilo tanto diverso è sicuramente quello di poter ottenere un risultato polifonico. Queste voci diverse vanno valorizzante e non limitate in una gabbia asfittica ed eccessivamente normativa. Credo che un buon approccio potrebbe essere quello di sfruttare le singole competenze per scrivere dei contributi e farli figurare assieme, sulla stessa piattaforma, con la prospettiva di selezionare, dopo un ragionevole lasso di tempo, quei testi adatti ad apparire in un “libro in comunità”, come una sorta di Volume 0 in forma digitale.

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  6. Quando leggo articoli come il tuo, tiro un bel sospiro di sollievo: evviva, non sono l’unica ad avere certe remore, certi “pudori” autopromozionali! Contro i quali, va detto, ho scelto di lottare già da un paio d’anni, a modo mio e con le mie peculiari risorse – ovviamente.
    La tua idea è interessante e mi piacerebbe capire quali sfumature potrebbe assumere.

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    1. Forse questi “pudori” ci aiutano a rimanere con i piedi per terra e ci garantiscono quell’umiltà di fondo che male non fa quasi mai!
      Ti assicuro che è un sospiro di sollievo anche leggere commenti come questo. Speriamo che l’iniziativa possa assumere tante sfumature diverse!

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  7. Ho letto l’articolo e i commenti. Ti ho appena scoperto e non ho idea se il tuo blog sia tutto “così piacevole” o se come nel mio caso sia un’accozzaglia di idee buttate a caso dove, di tanto in tanto, qualcosa di bello viene fuori.

    Hai letto alcune mie poesie, e sai che scrivo in versi, principalmente boccacce, ma anche versi gutturali, stridii, friniti e versi vari.

    Collaborare potrebbe essere bello, prolifico, un disastro. Dipende dalla mano editoriale che vorrai portare. La penna però la metto volentieri al servizio di chi mi può dare voce. E’ un Bic, sia chiaro, che oltre non posso permettermi. E la mia voce è davvero poco aggraziata per un podcast o qualsivoglia vocalizia iniziativa.

    Non so, perché no?, direi che volendo un promo si può fare, interagire, dolce fluire. Fors’anche sfigurare. Ma con stile. Ecco, quello spero non manchi mai.

    RiV

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    1. Già dal tono del commento posso arrischiare un primo sommario giudizio: sarebbe un piacere avere una Bic di tal fatta nei ranghi, tanto più che ho avuto il piacere di leggere alcuni dei tuoi versi e li ho trovati davvero validi (spero non risulti un’espressione eccessivamente accademica, ho preferito usare il “valido” in luogo del più generico “bello”).
      Quel che prospetti è un potenziale disastro, ma anche un’interazione elegante, colma di stile. Cosa aggiungere? I migliori presupposti sembrano esserci tutti!
      Concluderò rispondendo alla prima osservazione: non so se tutto il blog sia davvero piacevole, a dirla tutta credo di no. Sarà perché temo sempre che la quantità vada a soffocare la qualità (qualora ce ne sia, tra l’altro…)

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      1. Mi trovi pienamente d’accordo con te, seppur in disaccordo, ovviamente. Secondo me a furia di sparar nel mucchio qualcosa si azzecca, o almeno la penso così! 😉

        Con molta ironia aspetto indicazioni, precisazioni, tirate d’orecchie e qualunque cosa si possa fare con una Bic, un pò di fantasia e una spolverata di sana ironia!

        RiV

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  8. […] per ringraziare coloro che hanno gentilmente letto e commentato il precedente appello, qui disponibile. È stata una ventata d’aria fresca imprevista in luogo di un più probabile tonfo nell’acqua. […]

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  9. che bello leggerti. che belle le tue idee. quanto ad incapacità ad auto promuoversi io mi sento un campione. ho aperto questo blog due anni fa perché sentivo il bisogno di esprimermi e di spegnere le voci che avevo nella testa… i miei amici più stretti l’hanno scoperto per caso, qualcuno ancora non lo sa. Considerata la levatura e le capacità delle persone che ho incontrato navigando su queste pagine, direi che faccio bene a non vantarmi di ciò che faccio. Sono contenta quando riesco a strappare un sorriso a qualcuno ed ogni mi piace o commento che ricevo è una festa. Ho visto che hai indetto un concorso, parteciperò volentieri tanto per mettermi alla prova.

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    1. Che bel commento, ti ringrazio davvero!
      Mi pare di capire che sia piuttosto diffusa questa incapacità di auto-promuoversi, a maggior ragione mi sembra importante superare collaborando questa difficoltà. I nostri due siti hanno una caratteristica in comune allora, la storia che hai descritto è sovrapponibile alla mia. Spero che queste persone ti abbiano presa da parte confermandoti di aver strappato loro un sorriso.
      Lo spirito è esattamente quello: mettersi alla prova!

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  10. Salve, non ho avuto il piacere di conoscerti prima, sono tornata qui su WordPress dopo molto moltissimo tempo e mi sono imbattuta nella tua interessate proposta.

    Ho notato che sei passato dal mio blog, se reputi il mio lavoro degno di uno sguardo, vorrei propormi alla tua attenzione e fare parte del tuo progetto.

    Un saluto Elish 💙

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    1. Bentornata allora!
      Sì, ho avuto modo di leggere le ultime due poesie che hai pubblicato. L’ultima in particolare mi ha colpito molto. Sintetica, diretta e potente. Al momento l’idea è quella di pubblicare circa un testo al giorno, sto programmando l’uscita di tutte le proposte che sono arrivate. Ti piacerebbe se inserissi TW264?
      Un saluto a te dal giullare di quartiere

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      1. Ne sarei onorata, magnanimo Ospite.
        Ricambio i tuoi saluti 🙏🏻 💙

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  11. Ciao! Intanto grazie per essere passato sul mio blog. Mi piacerebbe molto far parte di questo tuo progetto, sentiamoci quando vuoi per definire i particolari. Certo, non credo possa interessare il mio blog che parla di alimentazione naturale, però ho un altro progetto in essere in cui sto pubblicando un mio racconto in episodi, forse quello sarebbe più adatto. Ti ringrazio tanto e spero di sentirti presto! (E non ci raccontiamo che siamo timidi e insicuri perché tutti noi siamo convinti di aver scritto le cose migliori di sempre! e qui ci sta una bella risata…)

    Che ne dici di una bella zoom tutti insieme?

    Elisabetta

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    1. Ce lo raccontiamo e un po’ ci speriamo, ma è come una favola della buonanotte che concilia il sonno. Chissà se questo pensiero poi riesce sempre a sopravvivere alla notte!
      Sarebbe interessante provare a pubblicare un racconto simile, in stile feuilleton. Qualora ne fossi interessata sentiti libera di scrivermi così potremmo parlarne, la struttura che ha assunto la “rivista” è pensata per essere piuttosto fluida e versatile!

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  12. Ciao! grazie di aver scorso il mio blog, molto modesto e frutto di grande impegno perché non è assolutamente una cosa che mi risulta facile fare.

    Amo viaggiare e mi piace condividere le mie esperienze sperando possano essere ‘Spunti e Idee’ per chi vuole visitare un luogo e non sa da dove cominciare.

    Colgo l’invito di Elisabetta per una sessione su zoom, chissà cosa ne può nascere!

    Carla

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    1. Di questo passo bisognerà organizzarla davvero allora, sono contento che l’appello stia raggiungendo qualche penna volenterosa e appassionata 🙂

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