Poesia di lyth karu

cieco dalla nascita
nato in capo al ‘900
le orbite vuote
la muscolatura forte
di pugile lottatore
faceva
tre mestieri per campare già
nella metà di quel secolo
essendo

il sacrestano a Sant’Antonio
piccola parrocchia medievale
unica sopravvissuta
al devastante terremoto
della Val di Noto
1693
9 – 11 gennaio

il venditore ambulante
di piccoli articoli
di merceria e bigiotteria
ordinatamente composti
in una cassetta di piccoli
scomparti
appesa
orizzontale
tra pancia e collo

il
porta
ambascerie
puntuale preciso attento

il paese tutto percorreva
meglio
di un vedente

ed era come fosse vedente
al servizio del presbitero
officiante
i riti religiosi

improvvisa
la piazza rintonò di un urlo lacerante
irritato
rabbioso
gli occhi (sic!)
sbarrati
fuori dalle orbite
la bocca aperta
come antro di Nettuno divorante
le braccia contratte di
spasmi
muscolari
in una mano un biglietto da 500
tenuto alto
stropicciato
come morsa di fabbro
serra
il ferro rovente
imbroglione imbroglione la
bocca vomitava suoni
obici strozzati

buono buono statti muto
gli diceva uno accanto
mentre s’allontanava svelto
come volpe scoperta nel pollaio

si avvicinò gente
che c’è che c’è
chiedeva

questo è un 500 lire
disse il cieco sventolandolo
non un 5000

dei due biglietti identici in tutto
tranne
negli zeri
gli era stato dato il
500 come 5000 per
lucrare sul resto
di un modesto
acquisto

loro
i ciechi
all’odor dei soldi
hanno
buona
vista
e quei la vista l’aveva meglio di
chiunque
altro

ché i soldi sono soldi per tutti
sporchi molto
sporchissimi d’ogni malanni
ma a nessuno importa
o ne ha
preoccupazioni

e non bastano mai

un deputato lombardo
alla regione
molti anni fa
oramai
4000 euro mensili in tasca
intervistato alla TV per
una iniziativa di legge
tendente
a ridurre il debito pubblico
riducendo anche i redditi
cospicui dei pubblici dipendenti
e io come faccio
angosciato rispose
tengo
famiglia
avrebbe preso poco
meno di 3500
naturalmente
netti

un bidello tenedo famiglia
a molto meno di
1000 euro mensili

beh
un bidello scolastico
che quello parlamentare
è
un gran signore

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Photo by Josh Appel

3 risposte a “Lyth Karu – loro”

  1. Ecco: così la (ti) leggo qui!

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