Cos’è Gouache?
Una rivista che ospita racconti e poesie inedite di autori emergenti, emersi o addirittura naufragati. Un barlume di autenticità sulla tavolozza del conformismo. Un atto folle, gratuito e disinteressato da e per amanti della letteratura, delle storie e della creatività.
Si tratta dunque di un’isola felice? No, di un lembo di terra scosso dai tuoni e rischiarato dall’arcobaleno, imbiancato dalla neve e coperto da impressionanti distese di lava. Qui, a farla da padrona, è Madama Intensità.
Perché Gouache?
Perché la parola ha un suono buffo e ricercato al contempo? Sia mai! Qui si vuole giocare, tocca quindi essere anche un po’ seri. Altrimenti, la rivista si sarebbe chiamata Guàsh!
La gouache è una tecnica pittorica simile all’acquerello. Simile, quindi, alla Tempera che dà il nome alla casa in cui questa rivista verrà ospitata.
Perché Gouache vorrà essere tante cose mescolate tra loro: un luogo d’incontro, un crocevia di scambi e un’occasione per comunicare.
Perché limitarsi? Sulla carta si può sognare in grande e sarebbe inutilmente modesto e umile tacere quanto vuole essere gridato.
Ed ecco quindi che Gouache vorrà essere anche una panchina sulla quale sedersi per leggere in completa serenità dei testi scritti non con il cuore in mano, bensì con quell’inchiostro scuro che tanto potrebbe somigliare al sangue; una pausa dal ronzante rumore di sottofondo che caratterizza la nostra vita frenetica e caotica; il salto sull’orlo del promontorio per abbracciare la spuma, gli scogli e la vertigine della fantasia.
Chi può partecipare alla creazione di questo carro carnevalesco?
La bottega è aperta a tutti.
O meglio, a tutti quelli che pensano di avere qualcosa da dire, da mostrare, da ingioiellare e, perché no, da schiaffare in faccia agli altri. L’uscio di questo santuario è pensato per essere profanato, attraversato, rispettato e ammirato. Può essere una patria del silenzio e della contemplazione, ma anche la terra natia dello strepito e della danza sfrenata. Ogni tema è valido finché espresso con sentimento, intenzione, visione e… perizia!
Una grande idea ha bisogno, quantomeno, di una voce consapevole. Ma non serve spaventarsi di fronte a un simile cancello. Così come l’appetito vien mangiando, la voce vien cantando. Orsù, si perdonerà il linguaggio fiorito, è questa un’aula di schietta e fremente democrazia!
Come partecipare?
Basta cliccare sul link e seguire le semplici regole esposte in questa sezione: Invia un racconto o una poesia.
Il motto della baracca? Intensione!
Arcaico, è vero, ma rende l’idea.



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