Saluti, compagni di scrittura e lettura.
Ho avuto un’idea bislacca che forse potrebbe intrigare alcuni di voi: creare un gruppo di lettura, o meglio, uno spazio sicuro, per scambiare le proprie opere e ricevere dei commenti, dei giudizi e delle recensioni che, altrimenti, si farebbe fatica a ottenere.
Attenzione: non sto qui incoraggiando una visione mercantile della lettura, bensì sto cercando di promuovere la formazione di una comunità di lettori interessati a scoprire cosa si cela sotto il pesante cappotto della distribuzione tradizionale.

Lo spunto da cui parte questo progetto è semplice: troppo spesso i canali ufficiali, tradizionali e mainstream si pongono in modo totalmente respingente nei confronti degli autori emergenti oppure di chi, per un motivo o per un altro, desidera che le proprie storie, riflessioni e idee giungano nelle mani e, soprattutto, nelle menti di altri coraggiosi avventurieri del pensiero. Per fare in modo che questo impegno non venga soffocato, né tantomeno delegittimato solo in quanto “incapace” di raggiungere gli scaffali, credo che organizzarsi dal basso per sopperire alla mancanza di spazi alternativi sia una valida alternativa.
Ma c’è di più: sappiamo dai dati Istat che ormai in Italia il vecchio adagio del “ci sono più scrittori che lettori” si sta tragicamente avverando, tuttavia, sarebbe lecito domandarsi: ma dove sono tutti questi scrittori? (Utilizzo per abitudine il maschile sovraesteso ma mi rivolgo anche alle scrittrici, ci mancherebbe altro). Dove sono all’interno delle nostre cerchie di amici, parenti, conoscenti e chi-più-ne-ha-più-ne-metta? Vanno in letargo come gli orsi? Si camuffano abilmente come i camaleonti? Chi può dirlo! Sta di fatto che sembrano meno di quanti non siano davvero e i lettori, oh be’, sembrano sul serio una specie in via d’estinzione.
Ebbene, bisognerà pur iniziare da qualche parte a raccogliere delle gocce d’acqua per riempire un oceano, no? E per farlo, tragedia dei nostri tempi!, bisogna ricordare che a volte è necessario anche mettersi in gioco, fare un po’ di fatica ed esporsi all’acume come alla miopia di chi abita questo nostro stesso pianeta sensazionale.

Ho specificato all’inizio che questa iniziativa non ha scopo di lucro. Qui, il mercato, deve entrare il meno possibile. C’è solo un ma di cui bisogna parlare: per chi ha pubblicato o autopubblicato delle opere è normale che ci siano anche dei costi da sostenere, ma ciò vale anche per i potenziali lettori. Ebbene: allontaniamo il pensiero dal portafogli, almeno per un po’, e facciamo finta di vivere in un mondo ideale, in un’utopia in cui se qualcosa ci interessa siamo anche disposti a fare un piccolo sacrificio per ottenerla.
Un esempio pratico? L’utente X ha indicato un libro Y che interessa all’utente Z. Cosa fare se il libro Y ha un costo? X e Z dovranno mettersi d’accordo a riguardo, ovviamente. Ma dubito che stiamo parlando di prezzi proibitivi, a meno che le letture indicate non siano manoscritti gelosamente custoditi dalla Biblioteca Vaticana.
Quello che posso consigliare io è di sfruttare il più possibile i canali che offrono una lettura e una condivisione pseudogratuita, come Kindle Unlimited o le offerte promozionali dello stesso Kindle Direct Publishing (per gli amici KDP), ma non mi va di limitare le possibilità fantasiose di quanti hanno il bisogno/voglia/desiderio di condividere quanto hanno scritto (o quanto necessitano leggere!).
Del resto, esistono anche i file PDF, DOCS, EPUB da scambiare senza problemi di sorta.

I miei appelli sono sempre confusi e circondati da un alone di cicutosa ironia, lo so bene, ma li scrivo in questo modo un po’ per spronare il lettore a sentire il pungolo della curiosità che gli risale lungo la spina dorsale e un po’ perché, banalmente, mi diverte farlo.
Non c’è crescita senza interazione, non c’è fantasia senza concentrazione, non lo credete anche voi?
Quindi: mettiamoci in gioco sul serio (ma col sorriso sulle labbra). Condividiamo quel che abbiamo scritto o quel che desidereremmo leggere. Inventiamoci sfide di lettura, impostiamo tempistiche in pieno stile gruppo-di-lettura da film statunitense anni Novanta, confrontiamoci, parliamo di libri senza il timore di essere colti in fallo.
Tanto nessuno di noi è Hemingway. Ma a detta di qualcuno nemmeno Hemingway era davvero Hemingway. Quindi… sì, la strada verso il disvelamento e la maturazione delle storie che celiamo nei cassetti è lastricata di buone intenzioni, critiche costruttive e una sana dose di ansietta viscerale.

Ci si è capito qualcosa? Chissà!

Dettagli

Photo by Thought Catalog

3 risposte a “Scrittori e lettori d’Italia, unitevi”


  1. Oh, a me sembra una buona idea. Che senbra conncentrarsi sulle piccole opere che navigano in uno stagno, ma in realtà sono un Oceano. Ci orienteremo? Comme raggrumare le opere da leggere, in modo che tutti “recensiscano” tutti?


    Se mi indicate un libro, lo leggerò e dirò cose su di esso.


    A presto,


    Giorgio Genetelli


    P.S. – Allego una recensione di Elda Pianezzi sul mio libro Arcaneide

    https://libertario2016.wordpress.com/2026/06/03/arcaneide-indomabile/

    https://libertario2016.wordpress.com/2026/06/03/arcaneide-indomabile/

    1. Hai centrato il problema iniziale di questa iniziativa! Sto cercando un modo per creare un contenitore adatto e di facile consultazione, ma ammetto che, in mancanza di epifanie, potrei metterci del tempo a trovare la formula giusta!

Rispondi

In voga

Scopri di più da Tempera

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere