Udite-udite! Sudditi fedeli lβimperatore, nudo e senza veli, si aspetta da voi la cortesia di partecipare alla bizzarria che con amore vuol donare a genti pronte ad apprezzare. Tossisci β¦. (cavolo-questo-non-dovevo-leggerlo!)
Vesto con gioia e per il vostro diletto i panni del giullare di corte. Sebbene il corpetto mi stringa in petto β sono uomo di una certa stazza! β ho abbastanza fiato da recitarvi il proclama del nostro signore lβimperatore. Desidera condividere con voi unβidea che lo tormenta fin da quando Γ¨ salito al trono: chΓ© i suoi sudditi e cittadini si uniscano in una Gilda di letterati e autori! Ha notato che molti tra di voi son capaci a far di conto, ma che dico, son capaci di dipingere con la penna le realtΓ piΓΉ disparate. Questa bravura, al Sommo Mecenate che tutta lβarte apprezza, non Γ¨ passata inosservata. PerchΓ©, si chiede, disperdere tutte queste energie? PerchΓ© chiudersi nellβindividualismo quando si puΓ², insieme, costruir qualcosa di mai visto?
Udite-udite! Compagni e compagne insieme faremo dellβaltre magagne! Il nemico comune, Il Grande Editore, signore feudale che ha nome e cognome (stupido-stupido giullare, questa Γ¨ unβassonanza, non una rima) ha il coraggio di rifiutarci perchΓ© al mercato sappiamo sottrarci.
Lβimperatore ha letto molte lettere anonime lasciate ai suoi uomini di fiducia e nβΓ¨ rimasto impressionato. Vede, anche in semplici commenti e osservazioni, il germe di un talento tutto da sbocciare. SβΓ¨ detto: perchΓ© mai non incentivare tutto questo? Ed eccolo per vie, contrade e taverne dβogni tipo a scassare li maroni a tutti quelli che incontra. Una volta travestito si confonde tra la gente ed Γ¨ lΓ¬, con lβorecchio pronto, a cogliere storie, versi e dibattiti. Inizialmente, per tema dβesser riconosciuto, stavasi in silenzio.
β¦
Non lanciatemi pomodori. Va bene, parlerΓ² come mangio.
β¦
Dicevo, raccolto il coraggio necessario al ruolo che ricopre, lβimperatore domanda a questo e a quello dovβΓ¨ che abbiano imparato a scrivere e comporre cosΓ¬ bene. Le risposte lo sorprendono e lo lasciano basito. Ma come, Γ¨ tutta gente normale, comune, media, insomma, tutta gente che a vederla sembra proprio gente! Ma sono ricchi e conosciuti questi individui? Rispettati e ammirati? Proprio no! Coltivano questo passatempo con orgoglio e disillusione. Nessuno ha il coraggio di puntare su di loro. PiΓΉ hanno da dire, piΓΉ lo fanno meglio, meno il Gran Bazar li considera. Ed Γ¨ qui che interviene lβimperatore.
Si spoglia del suo travestimento β per questo era senza veli allβinizio β si fa riconoscere e infine ricorda β¦ dβesser uno straccione medio pari a tutti gli altri. Ormai perΓ² gli fanno simpatia e anche lui, gli sembra di capire, ha generato il medesimo sentimento. Passa una pinta, passa un boccale, passa un barile, sono tutti amici e si raccontano storie. Cosβhanno di meno rispetto alle belle pergamene del Mercato della Piazza? Un bel niente! Sono solo svantaggiate poichΓ©, non avendo importanti amicizie o soldoni come ali, giacciono ignorate nei cassetti coi calzini!
Udite-udite! Γ tempo dβuna ribellione! Basta inerzia, addio disillusione, non soffochiamo piΓΉ la nostra voce sussurrando in una noce (pare artificioso ma ha senso!) imbracciamo le armi che abbiamo e con la penna, al trotto, trionfiamo.
La corte dellβimperatore prende il nome di Lagoritmo. Γ una cittadina ancora piccola, ma edificata su di un terreno fertile e gravido di frutti. Γ da considerarsi come un borghetto da ripopolare. Lβaffitto costa poco β a dirla tutta Γ¨ gratis β le prospettive sono infinite β perchΓ© infinite le vie dellβarte β e si respira lβaria sana della cittadina ancora lontana dai fumi della metropoli industriale. A Lagoritmo chiunque Γ¨ il benvenuto e chiunque ha pari importanza. A Lagoritmo chiunque puΓ² proporre qualunque cosa aspettandosi di ricevere una risposta chiara, competente e sincera. A Lagoritmo si puΓ² pubblicare in ogni dove, sulle case, sui tetti, sugli animali e perfino sugli uccelli. Forse Γ¨ quello che ci si aspetta: di far volare le nostre storie da un capo allβaltro del mondo.
Insieme potremmo riuscire a fare quel che da soli non abbiamo ottenuto.
E perchΓ© non dirlo ad amici e conoscenti? A persone che condividono la stessa passione?
Udite-udite! Mβaspetto veniate da ogni contrada accorrete numerosi, ci vediamo a metΓ strada. A voi mβinchino con fare birichino.
P.S. No, non mi sono bevuto il cervello. Non Γ¨ semplicemente mai stato al suo posto.
Photo by Fouad Ghazizadeh





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